Disegni di Marzia Tao e "La Lucina" di Antonio Moresco

 Antonio Moresco La Lucina

Durante lettura del prezioso libretto La Lucina, mi sono ricordata di un mio disegno fatto nel 2006 e dimenticato nell’Armadio Marziano. Ho tirato fuori dalla polvere questa serie di pochi disegni ispirati alla favola, al fanciullo interiore e per una misteriosa connessione ho visto dentro un frammento della “lucina” scandagliata dalla lieve profondità della narrazione di Antonio Moresco.

Un grazie per avere incontrato questo libretto e per i “legami“ nascosti che in qualche modo ci accomunano nella parte più autentica del nostro sentire.

Come esseri umani abbiamo il potere di contaminare gli altri con la nostra “lucina”, abbiamo il potere di evocare con le nostre azioni la “lucina“, abbiamo il potere di illuminare ciò che non conosciamo e quindi temuto.

disegno 2006 di Marzia Tao

                                                                                'Enfant' - Collezione privata

 

Estratti da il libro “La lucina” di Antonio Moresco

“[…]In questo momento sono seduto a pochi metri dalla mia piccola casa, difronte ad uno strapiombo vegetale. Guardo il mondo che sta per essere inghiottito dal buio. Il mio corpo è immobile su una seggiola di ferro dalle gambe che sprofondano sempre più nel terreno, eppure ogni tanto mi manca il fiato, come se stessi precipitando su un’altalena dalle corde fissate in qualche punto infinitamente lontano dall’universo… […]solo quando il buio diventa ancora più fitto e si cominciano ad accendere le prime stelle, dall’altra parte di questa stretta gola a strapiombo, su un tratto più pianeggiante del crinale di fronte, incavato in mezzo ai boschi come una stella, ogni notte, ogni notte, sempre alla stessa ora si accende improvvisamente una lucina.”

 

“Che lucina sarà? Chi l’accenderà?“ mi domando mentre cammino per le strade di pietra di questo piccolo borgo dove non è rimasto nessuno. “ Che sia una luce che filtra da qualche casina isolata nei boschi? Che sia la luce di un lampione rimasto lassù, in un altro piccolo borgo disabitato come questo, ma ancora evidentemente collegato alla rete elettrica, che si accende  sempre alla stessa ora per un semplice impulso?”

disegno 2006 di Marzia Tao 

“[…]Prima di uscire di casa ho preso un vecchio binocolo che mi sono portato fin qui ma che non uso mai, perché non c’è niente da vedere, solo questa distesa impenetrabile di schiuma vegetale che ricopre il mondo a perdita d’occhio.

Lo punto su quella lucina. Manovro la rotella un po’ spanata, per mettere a fuoco, perché la lucina sembra allargarsi e restringersi, come se la vedessi dall’altra parte di una superficie d’acqua. Ma non riesco a vedere bene, forse è per il passaggio delle mie ciglia sopra la lente, forse perché sui miei occhi ancora pieni di sonno c’è quel velo liquido che deforma i contorni e fa deflagrare le luci. Non si capisce cos’è quella lucina, meno ancora che a guardarla ad occhio nudo. Non si capisce se è una luce che filtra da una finestra oppure un lampione basso, appeso a un cavo. Eppure sembra crescere sempre di intensità, sembra palpitare”

“Che cosa sarà quella lucina?” mi domando ancora. “Perché in certi momenti appare più grande, più intensa, e subito dopo sembra rimpicciolirsi fino a scomparire? Che sia qualcosa d’altro? Che sia una qualche parvenza luminosa causata da attività magnetiche di origine tellurica?”

“Devo andare là[…]” mi dico ancora, continuando a guardare quella lucina con la coperta sulla spalla.” Ci sarà pure qualche strada, qualche stradina per arrivare lassù”